
La gestione delle colonnine di ricarica aziendali inizia subito dopo l’installazione, con la messa in servizio dell’impianto. Le colonnine vanno verificate, configurate e collegate a un software che riconosce gli utenti, registra ogni ricarica e permette di intervenire da remoto. In questo modo l’azienda è in grado di decidere chi ricarica, quando e con quali regole. In questo articolo vediamo le singole fasi e come le abbiamo applicate nella sede di Belimo Italia a Grassobbio (BG).
Una volta posate e alimentate, le colonnine non sono ancora pronte per l’uso aziendale. Serve la messa in servizio, che nel linguaggio tecnico viene chiamata commissioning: l’insieme di controlli e configurazioni che rendono l’impianto operativo nelle condizioni reali. Per una colonnina significa passare da un dispositivo acceso a un servizio che riconosce gli utenti, misura l’energia erogata e comunica con una piattaforma centrale.
Due unità di misura tornano spesso in questa fase. Il kWh (chilowattora) misura l’energia effettivamente caricata nella batteria. Il kW (chilowatt) misura la potenza, cioè la velocità con cui l’energia viene trasferita. Durante l’attivazione si fissa la potenza massima di ogni punto e si verifica che i kWh misurati arrivino correttamente al software.
Una colonnina installata ma non configurata funziona, nel migliore dei casi, come una presa: ricarica chiunque si colleghi, senza tracciare nulla. In un parcheggio aziendale questo significa non sapere chi consuma, non poter rendicontare i costi e non accorgersi di un guasto finché un dipendente non lo segnala.
Il processo cambia in base al modello di colonnina, al numero di punti e alla rete disponibile in sede. Le fasi principali restano però le stesse.
Prima di accendere le colonnine si eseguono le verifiche previste dalla norma CEI 64-8 per gli impianti in bassa tensione: esame a vista, continuità dei conduttori di protezione, resistenza di isolamento, prova degli interruttori differenziali e misura dell’impianto di terra. Al termine l’installatore rilascia la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/2008.
Ogni colonnina viene accesa e aggiornata all’ultimo firmware disponibile, cioè il software interno del dispositivo. Poi si configura la connessione a internet, che può passare dalla rete aziendale via cavo (LAN), dal Wi-Fi o da una SIM dati. In sede aziendale la scelta dipende spesso dalle regole del reparto IT: porte aperte, reti dedicate agli ospiti, firewall.
L’OCPP (Open Charge Point Protocol) è lo standard aperto, sviluppato dall’Open Charge Alliance, con cui la colonnina dialoga con il software di gestione. Nella colonnina si inseriscono l’indirizzo del server e un identificativo univoco. Da quel momento ogni avvio, stop, errore e lettura dei consumi viene trasmesso alla piattaforma.
Il vantaggio è l’indipendenza dall’hardware: colonnine di marche diverse, installate anche in momenti diversi, possono essere gestite dallo stesso software. Ne abbiamo parlato nell’articolo su perché un CPMS è essenziale per la ricarica aziendale.
Si fissano i limiti di corrente di ogni punto di ricarica in base alla potenza impegnata, cioè la potenza massima prevista dal contratto di fornitura della sede. Se le colonnine sono più d’una, si configura il load balancing: la ripartizione automatica della potenza disponibile tra le auto collegate. Con il load balancing dinamico il sistema tiene conto anche dei consumi dell’edificio, così che la ricarica non faccia scattare il contatore nelle ore di punta.
Le colonnine vengono registrate sulla piattaforma, nel nostro caso Wroom Business, una per una e con i rispettivi connettori. Si creano poi gli utenti, i gruppi (dipendenti, auto di flotta, ospiti), le tessere RFID e le regole d’uso. La tessera RFID è una card senza contatto che si avvicina alla colonnina per avviare la ricarica, in alternativa all’app.
L’ultima fase è una prova sul campo: si avvia una ricarica da app e una da tessera RFID, si controlla che la sessione compaia nel portale con orari e kWh corretti, si provano i comandi da remoto. Segue la consegna al referente aziendale, di solito il facility manager o il fleet manager, con una breve formazione sull’uso del portale.
Wroom Business è una piattaforma per la gestione delle colonnine di ricarica aziendali e condominiali. Si collega alle colonnine tramite OCPP, ne riceve i dati di ricarica e permette di comandarle da remoto. È composta da un portale web per chi amministra la rete e da un’app per chi ricarica, disponibile su App Store e Google Play.
Dal portale il referente aziendale può:
Dall’app i dipendenti avviano e interrompono la ricarica, seguono in tempo reale durata, kWh e costo, prenotano uno slot e ricevono notifiche push: ricarica completata, prenotazione in arrivo, avvio di un’eventuale penale di sosta se l’auto resta collegata oltre il tempo concesso.
Se l’azienda apre la ricarica a pagamento, ad esempio per visitatori o fornitori, la piattaforma gestisce anche i ricavi: ogni transazione viene tracciata fiscalmente e trasmessa al Sistema di Interscambio (SDI), e i ricavi vengono riconosciuti sulla base dei report generati dal portale.
La messa in servizio si fa una volta, il monitoraggio delle colonnine di ricarica dura per tutta la vita dell’impianto. Tre esempi concreti di cosa cambia per chi gestisce una sede.
Guasti individuati prima della segnalazione. Una colonnina che passa in stato offline compare subito nel portale. Spesso un riavvio da remoto risolve il problema senza intervento in loco.
Costi attribuiti a chi li genera. Lo storico per utente permette di distinguere le ricariche della flotta da quelle dei dipendenti con auto privata, e di gestire eventuali addebiti o fringe benefit sulla base di dati certi.
Posti di ricarica usati meglio. Con un parcheggio da 20 auto elettriche e 6 punti di ricarica, le regole sulle fasce orarie e la penale di sosta evitano che la stessa auto occupi la colonnina dalle 8 alle 18. Per dimensionare correttamente il numero di punti, trovi i criteri nella guida alle colonnine di ricarica nel parcheggio aziendale.
Nella sede di Belimo Italia a Grassobbio (BG) Pony Power si è occupata della fornitura di 2 colonnine doppie Daze Duo T, per un totale di 4 punti di ricarica. La Daze Duo T è una colonnina in corrente alternata (AC) con due cavi Tipo 2 integrati, che ricarica due veicoli in contemporanea fino a 22 kW per punto. La potenza effettiva di ogni punto dipende dalla potenza disponibile in sede e dal veicolo collegato.
Le colonnine servono due tipi di utenti: le auto della flotta aziendale e gli ospiti che arrivano in sede. Questa doppia destinazione ha guidato la configurazione del software, perché flotta e visitatori hanno bisogno di regole di accesso diverse.
Dopo la posa, il team ha attivato i 4 punti di ricarica:
Con Wroom Business il referente di Belimo Italia vede in un’unica schermata lo stato delle due colonnine e lo storico delle ricariche, separato tra flotta e ospiti. I consumi delle auto aziendali restano così distinti da quelli dei visitatori, e un eventuale guasto viene segnalato nel portale senza attendere una segnalazione dal parcheggio.
Un percorso simile, dalla progettazione alla messa in servizio, lo abbiamo seguito anche per la sede direzionale di Dr. Max Italia.
L’attivazione e la gestione delle colonnine in genere vengono previste già in fase di progetto.
Pony Power segue l’intero processo per le aziende: progettazione, installazione tramite la propria rete di oltre 370 installatori certificati, messa in servizio e gestione con Wroom Business. Per valutare l’impianto della vostra sede potete richiedere un sopralluogo o consultare le soluzioni di ricarica per aziende.


In genere sì, se le colonnine supportano il protocollo OCPP e possono connettersi a internet. In questo caso l’attivazione si limita alla configurazione OCPP, alla registrazione sul portale e alla creazione di utenti e regole, senza interventi sull’impianto elettrico. Prima di procedere conviene comunque verificare il modello, la versione del firmware e la versione OCPP supportata, perché alcune funzioni dipendono dall’hardware.
Il comportamento dipende dal modello. Molte colonnine OCPP possono continuare a ricaricare gli utenti già autorizzati grazie a un elenco salvato in memoria, e inviano i dati delle sessioni al ritorno della connessione. Nel portale la colonnina compare come offline, quindi il referente si accorge subito del problema. Per questo in fase di configurazione si sceglie la connessione più stabile disponibile in sede.
Spesso sì, almeno per una conferma. Se le colonnine usano la rete aziendale, l’IT deve consentire il traffico verso il server del software di gestione e, a volte, assegnare una rete dedicata. Quando la rete aziendale è molto protetta si può usare una SIM dati, che rende le colonnine indipendenti dall’infrastruttura interna. Conviene coinvolgere l’IT già durante il sopralluogo.
Dipende dalla scelta dell’azienda. Con Wroom Business si possono creare gruppi di utenti con condizioni diverse: ricarica gratuita per la flotta, tariffa per i dipendenti con auto privata, ricarica a pagamento per ospiti e fornitori. I pagamenti avvengono tramite app e lo storico consente di rendicontare ogni sessione. Le implicazioni fiscali vanno valutate con il proprio consulente.
