Nel 2026 la domanda non è più “se” passare all’elettrico, ma come farlo senza creare caos operativo: colonnine insufficienti, potenze sottodimensionate, costi non tracciati e policy interne poco chiare sono i motivi principali per cui molti progetti si bloccano.
Il contesto di mercato spinge: in Italia le auto BEV (elettriche pure) nel 2025 hanno chiuso l’anno al 6,2% di quota (11% nel solo dicembre, complice l’effetto incentivi). E, secondo Motus-E, il parco circolante BEV è cresciuto fino a oltre 333.000 unità (dato a settembre 2025) insieme all’espansione della rete pubblica (oltre 67.000 punti di ricarica nello stesso periodo). Inoltre, grazie alla tassazione agevolata delle auto aziendali elettriche ad uso promiscuo introdotte con la Legge di Bilancio 2025, sempre più dipendenti sono invogliati a scegliere un veicolo elettrico.
Per le aziende questo significa una cosa semplice: più driver elettrici, più ricariche da gestire. E se vuoi scalare davvero, serve un approccio progettuale.
In questa guida trovi un metodo chiaro, adatto sia a PMI sia a corporate multi-sede, per progettare la ricarica aziendale in modo scalabile, misurabile e controllato.
Molte aziende partono dall’hardware (“quante colonnine compro?”). In realtà bisogna partire da quattro domande:
L'approccio che adottiamo in Pony Power per i nostri clienti Business: infrastruttura scalabile per evitare congestioni, tracciamento costi (anche per rimborsi domestici), e gestione “chiavi in mano” per non rallentare la transizione.
Una strategia efficace per flotte aziendali raramente è “solo colonnine in sede”. Di norma si lavora su 3 canali integrati:
Ideale per chi:
È spesso l’abilitatore più potente: il driver ricarica di notte, l’azienda rimborsa l’energia in modo tracciato. Pony Power prevede installazione wallbox a casa con conformità, formazione e rendicontazione dei kWh per i rimborsi.
Serve come “fallback” e per chi viaggia. L’approccio corretto è abilitare i dipendenti e centralizzare il controllo dei costi (anziché lasciare ricevute e note spese).
Per dimensionare potenza e numero di punti non serve un modello complicato: basta una stima solida.
Formula semplice (per veicolo): kWh/giorno ≈ km/giorno × consumo medio (kWh/km)
Esempio: 60 km/giorno con consumo 0,18 kWh/km ⇒ ~10,8 kWh/giorno.
Poi devi stimare:
Una delle scelte più importanti è il mix AC vs DC. La logica corretta è legata al tempo di sosta:
In pratica:
Nota operativa: spesso conviene partire con AC scalabile + predisposizioni, e inserire DC dove serve davvero.
Quando il progetto “salta”, di solito è qui: sottostima di canalizzazioni, quadri, protezioni e potenza disponibile. Un’implementazione corretta prevede:
Un esempio reale presentato da Pony Power: parcheggio aziendale a Roma con 10 wallbox da 22 kW e punto di fornitura da 100 kW in bassa tensione, progettato come modello replicabile e scalabile grazie alla predisposizione di passerelle e canaline sovradimensionate per futuri passaggi, ed alla scelta di wallbox di ricarica DAZEBOX Share in grado di gestire fino a 50 caricatori in Lead Balancing sotto un unico cluster.
Installare colonnine senza un CPMS (Charge Point Management System) è come avere una flotta senza telematica: non vedi nulla e non governi nulla. Un CPMS serve per:
Inoltre, se hai più sedi o brand diversi di colonnine, è cruciale la compatibilità: il CPMS può integrare colonnine anche di marchi differenti grazie a standard come OCPP 1.6.
Ecco le regole minime da definire:
Qui il software aiuta, ma serve governance.
Un approccio consigliato:
Per aziende e flotte, Pony Power offre un modello integrato:
Con una rete di 370+ installatori partner e copertura su aree chiave, Pony Power abilita progetti multi-sede e interventi rapidi.
Vuoi progettare la ricarica aziendale in modo scalabile?
Pony Power ti supporta con un approccio chiavi in mano: analisi flotta, progetto elettrico, installazione, CPMS e rendicontazione (anche per ricarica a casa dei dipendenti). Contattaci per una valutazione tecnica.
Quante colonnine servono in azienda per una flotta elettrica? Dipende da percorrenze, soste e contemporaneità. In generale, si dimensiona su kWh/giorno, finestra di ricarica e load management, non sul numero totale di auto.
Meglio colonnine AC o DC per il parcheggio aziendale? Se i veicoli sostano diverse ore (uffici), spesso AC è la scelta più efficiente. DC ha senso quando serve ricarica rapida (<2 ore) o per veicoli operativi con rotazioni strette.
Serve un software di gestione (CPMS)? Sì se vuoi controllare accessi, costi, rimborsi e report ESG. È indispensabile in multi-sede o quando la ricarica coinvolge anche casa e pubblico.
Come si gestisce il rimborso della ricarica domestica ai dipendenti? Con wallbox installata a casa e rendicontazione dei kWh erogati, così da automatizzare il rimborso evitando note spese “a stima”.
